Alcune anteprime gratuite offerte dall'autore per conoscere il personaggio e le avventure di Caterina Ruggeri, simpatica e brillante poliziotta marchigiana. «Il Commissario Caterina Ruggeri è nata nella mia mente in un giorno di Settembre dell’anno 2009. Volevo un personaggio che rispecchiasse un po’ il mio modello ideale di donna: semplice e indipendente, amante degli animali, un tipo all’apparenza tutto d’un pezzo ma che sotto la scorza sa vivere i suoi sentimenti. Una persona che non si tira indietro di fronte ai pericoli, coraggiosa e buona d’animo, paladina della giustizia, ma che non fa pesare a nessuno il fatto di essere tale. Via via, nella lettura, scopriamo la sensibilità della Dottoressa Ruggeri, scopriamo i suoi pregi e i suoi difetti, scopriamo che dietro una facciata burbera, dietro un carattere all’apparenza scorbutico, è una persona capace di amare, di provare sentimenti veri e di vivere la vita di tutti i giorni, con le sue difficoltà, le sue gioie e i suoi dolori. Un personaggio, insomma, che non si può non amare: vediamolo nel particolare.»
Da questo link potete accedere direttamente al testo in maniera del tutto gratuita.. Buona lettura!
Passeggiata ad Ancona tra le vie del romanzo DORIC HOTEL
Un interessante evento che si terrà in Ancona Domenica 21 Aprile 2013: insieme all'autrice del romanzo una passeggiata per le vie del centro storico di Ancona, da Piazza Malatesta al vecchio Faro, con sosta davanti al rifugio delle carceri di Santa Palazia, dove nel 1943 si consumò un immane tragedia. Appuntamento alle ore 15 in Piazza Cavour per tutti i partecipanti. Interverranno, oltre Luisa Mazzocchi, autrice del romanzo "Doric Hotel", Attilio Bevilacqua e Graziella Magrini. Al termine visita guidata della Sinagoga di Ancona.
Per partecipare, per motivi organizzativi, è necessario prenotarsi: inviate un SMS al 328 6186610 o inviate un'email a luisa_mazzocchi@yahoo.it
LUISA
MAZZOCCHI è laureata in giurisprudenza all’Università di Macerata e funzionario
della Pubblica Amministrazione, è nata a Foligno e vive con il marito e i due
figli ad Ancona, sua città d’adozione.
Doric
Hotel
è il suo primo romanzo pubblicato da ITALIC
peQuodEdizioni Ancona.
LA TRAMA
Lara Isabel
ha trent’anni, un lavoro che non le piace, tanti amici e un amore impossibile
che non riesce a risolvere. Dora ha ottantaquattro anni e una pena profonda nel
cuore, un dolore antico che si porta dietro da più di mezzo secolo. Entrambe vivono
nel centro storico di Ancona dove, in seguito ad un incontro casuale, nasce la
loro straordinaria amicizia che, attraverso strane coincidenze e tristi
ricordi, le porterà a rivivere la vicenda dei bombardamenti aerei che
devastarono la città durante la seconda guerra mondiale. Lara Isabel vuole a
tutti i costi aiutare Dora a superare il terribile senso di colpa che non l’ha
mai abbandonata da quando, proprio sotto le bombe, perse sua cugina Giorgia e
l’amica del cuore Myriam, costretta a fuggire dalle persecuzioni razziali,
senza aver potuto risolvere alcune incomprensioni reciproche. Le indagini
portano la ragazza in una vecchia e pittoresca pensione, nella cui soffitta
alcuni misteri potrebbero essere svelati…
Doric Hotel
è una fiaba metropolitana, intimistica ed emozionante, sui valori dell’amicizia
e della memoria storica, ma è al contempo il romanzo di formazione di una
giovane donna che, in lotta con i propri sentimenti per dimenticare un amore
difficile, scoprirà, senza quasi rendersene conto, una più matura ed
equilibrata consapevolezza di sé.
La nostra intervista all'autrice
Il tuo rapporto con la scrittura: quando e
come è nato? E’ una passione che coltivi da tempo o che è nata all’improvviso?
Fin da ragazzina pensavo che prima o poi avrei dovuto
scrivere un libro. Era un proposito vago e sempre rimandato per le ragioni più
disparate. Ero costantemente impegnata tra gli studi universitari (sono
laureata in giurisprudenza), i concorsi, il lavoro e poi la famiglia, l’occupazione
più faticosa, sebbene fonte di grandissima soddisfazione. E poi mi sentivo
inadeguata. Ero influenzata e intimidita dai classici stereotipi cinematografici,
quelli che, per intenderci, rappresentano la figura dello scrittore come l’artista
stravagante e intellettualoide che vive isolato e lontano dalla gente comune.
Chissà perché, me lo domando ancora adesso, immaginavo lo scrittore come il
soggetto “geniale, incompreso e povero in canna” che crea i suoi capolavori
nella penombra del suo studio disordinato mentre lancia per aria fogli
accartocciati e si dispera perché non riesce a sbarcare il lunario con i magri
guadagni della sua scrittura. Oppure era semplicemente un autore affermato di
best sellers, in costante crisi profonda “da pagina bianca”, che il proprio
editore affianca, per non perdere la sua gallina dalle uova d’oro, a un solerte
ghost writer che lavora al posto suo (in
barba agli ignari e numerosi lettori). Pensandoci adesso, mi viene da
sorridere. Uno di questi stereotipi si è rivelato comunque fondato: con la
scrittura di sicuro non ci si arricchisce economicamente! Ma non importa: non è
certo per questo che si intraprende un percorso letterario. Le soddisfazioni
sono ben altre.
Ho iniziato a scrivere tardi, ma è avvenuto al momento
giusto, quando ho superato i miei pregiudizi personali e quando ho avuto
finalmente la consapevolezza di possedere un dono particolare: quello della
narrazione. Ad un certo punto ho aperto i cancelli della mia fantasia e ho
inventato una storia fatta di emozioni intense che prima ha travolto me e poi di
seguito tutti i miei lettori …
Non è stata una decisione programmata a tavolino
quella di scrivere. È stato un solo oggetto particolare ad ispirarmi, una
lapide che ricorda una strage, quella del rifugio delle carceri di Santa
Palazia avvenuta il primo novembre del 1943 ad Ancona.
Hai seguito mai dei corsi di scrittura
creativa? Se sì, sono stati utili per la tua formazione di scrittrice?
No, non ho mai seguito corsi di scrittura creativa. I
corsi sono sicuramente utili per affinare lo stile letterario, non lo metto in
dubbio, ma io ho sempre preferito seguire una mia tecnica personale che si
ispira, sostanzialmente, a un tipo di narrazione quasi cinematografica.
Immagino le mie storie come in un film e le trascrivo su carta, così come le
vedo e come le sento in testa. Rimango convinta, in ogni caso, che la migliore
scuola di scrittura creativa sia la lettura in sé. Il mio obiettivo futuro è
quello sicuramente di migliorare il mio stile narrativo con la lettura dei
grandi autori del Novecento.
Parlaci con parole tue del tuo romanzo
“Doric Hotel”.
Il “Doric Hotel” sarà sempre il mio primo grande amore
narrativo, qualcosa di più di un semplice romanzo. Il mio piccolo primogenito letterario
che mi ha fatto diventare ufficialmente una scrittrice agli occhi del mondo! È
stata un’esperienza bellissima crearlo e di sicuro non dimenticherò mai le
notti intense che ho passato a lavorare duramente su di esso. La scrittura ti
costringe a tirar fuori sensazioni che non hai mai provato e ti lancia nel
vuoto, in un mondo assolutamente sconosciuto e affascinante. Non passa giorno
che io non prenda in mano il mio libro, quasi ad assicurarmi ancora della sua
esistenza. Lo considero un dono della vita e del destino.
"DORIC HOTEL è una fiaba
metropolitana, intimistica ed emozionante, sui valori dell'amicizia e della
memoria storica." A quali fonti ti sei ispirata?
Non mi sono ispirata a fonti particolari se non alla
lapide di cui ti dicevo. Ha scritto bene il giornalista Luigi Burchiani quando,
nella sua recensione pubblicata sull’Urlo, ha parlato di un portale. È vero,
quella lapide di marmo è stata l’effettivo portale attraverso il quale è passata
la storia del Doric Hotel. Rappresenta il valore della memoria, il valore
fondamentale che rischia di essere cancellato dall’incuria e dal disinteresse
della società di oggi, sempre più ossessionata dal successo sfrenato ottenuto spesso
senza ombra di sacrificio. Ma nella trama c’è molto di più. C’è l’amicizia femminile
messa di fronte a scelte drammatiche, l’amore e la stima tra generazioni
diverse, un affetto sincero verso alcuni luoghi di Ancona, il ricordo di quello
che è stato e che poi diventerà tra le strade e i parchi di una città
lontanissima come Boston, il punto di arrivo della protagonista trentenne Lara
Isabel, eternamente in cerca di una soluzione ai propri tormenti personali. Non
è un romanzo triste, è una storia di speranza e di serenità. Ecco perché spero nella
lettura del mio libro da parte di tanti e tanti giovani. A proposito, presto
presenterò il libro in due scuole della mia zona!
I tuoi personaggi sono di pura fantasia o
ispirati a persone realmente conosciute?
I miei personaggi sono assolutamente inventati. In
qualche tratto somatico o caratteriale possono ricordare qualche mia vecchia
conoscenza, ma niente di più.
Come definiresti il rapporto con la tua
città, Ancona? E in che maniera hanno accolto il tuo lavoro letterario i tuoi
concittadini?
Hai detto bene: la “tua” città. La nota biografica che
mi riguarda e che indica la città di Foligno come la mia città natale ha infatti
creato una certa confusione, anche tra i miei recensori. Sono arrivata ad
Ancona da piccolina (ho subito anche il terremoto del ’72!) e mi considero
anconetana a tutti gli effetti. Certo, il Dna umbro influenza fortemente il mio
modo di pensare, ma ad Ancona devo sicuramente moltissimo. Il titolo “Doric
Hotel” evoca in maniera molto chiara e suggestiva l’oggetto “dorico” della mia storia,
come una dedica alla città. Ci rimango molto male quando sento sparlare di Ancona.
Ma come si fa? Le città sono fatte di abitanti, oltre che di mura, perché proprio
i dorici si lamentano continuamente dicendo che si muore di noia e che non c’è
mai niente da fare? E perché gli avvenimenti culturali (basta vedere alcune
presentazioni librarie) organizzati dal Comune e dalle varie associazioni sono
spesso disertati dagli anconetani? È una cosa che non capirò mai.
Ancona è una città bellissima, densa di storia, come
si fa a non volerle bene …
Il mio editor dice che il “Doric Hotel” si è rivelato
un piccolo caso editoriale anconetano. Devo dire che, benché gli anconetani
leggano in genere piuttosto poco, come nella media nazionale del resto, posso
dirmi soddisfatta dell’impatto che il libro ha avuto su di loro. C’è da fare
ancora molto per promuoverlo, questo è innegabile. I lettori sono spesso pigri,
poco propensi all’acquisto di “una cosa che si usa una volta sola” (neanche
fosse un chilo di patate) e un tantino annoiati di fronte alla solenne parola “cultura”.
È un problema tutto italiano. Personalmente non mi posso lamentare, considerato
che si tratta del mio esordio e che il mio romanzo è stato lanciato da Marco
Monina, leggendario editore della Italic peQuod, uno dei più talentuosi talent
scout letterari italiani. Niente male per un’assoluta sconosciuta come me.
Sappiamo che hai in cantiere una nuova
pubblicazione. Ti va di parlarcene?
Il mio secondo romanzo si intitola “Puoi chiamarmi
Luca”. Sarà pubblicato dalla stessa Italic peQuod nel prossimo maggio, in
concomitanza con il Salone Internazionale del libro di Torino. È una storia
particolare e molto diversa dalla prima. Il Doric Hotel è di genere
storico-sentimentale con accenni al racconto fantastico, mentre la seconda
opera è un noir con spiccati aspetti del giallo di denuncia. Stavolta il
protagonista è un giovane uomo, un poliziotto penitenziario disperatamente
impegnato ad aiutare un detenuto ingiustamente condannato per un reato mai
commesso. La vicenda si snoda tra Ancona e Loreto e nell’immaginario carcere
della Spadaccia dove si svolgeranno gli episodi più importanti. L’elemento
comune ai due romanzi è quello dell’amicizia insolita, tra la giovane e
l’anziana nel primo, e tra il detenuto e l’assistente di polizia penitenziaria
nel secondo. Aspetto ansiosa il giudizio dei miei lettori.
Un saluto ai tuoi lettori?
Ai miei lettori rivolgo sicuramente un saluto
affettuosissimo. Ricevo da loro tanti messaggi di stima e di apprezzamento che
mi rendono orgogliosa del lavoro fatto finora e mi incoraggiano ad andare
avanti per mettermi alla prova e migliorare ancora di più.
Ricordo che il Doric Hotel è in vendita anche in ebook
e che ci si può tenere aggiornati sui relativi eventi seguendo la pagina
Facebook del romanzo e il sito www.luisamazzocchi.com.
Annuncio con l’occasione un evento imperdibile: il
Doric Hotel tour, ovvero una passeggiata tra i luoghi del romanzo con visita
finale alla sinagoga d’Ancona. In attesa del volantino, vi invito domenica 21
aprile alle ore 15 in piazza Cavour per l’inizio del tour. A presto!
Offerta limitata in occasione dell'8 Marzo - Festa delle Donne
Le indagini del Commissario Caterina Ruggeri, donna detective marchigiana, in elegante edizione con copertina rigida, sovracoperta e illustrazioni a colori (solo per Delitti Esoterici).
Quale migliore occasione per regalare o regalarvi questi appassionanti gialli? Potete acquistare direttamente qui, ma affrettatevi: la promozione durerà solo alcuni giorni. Considerate che il prezzo di copertina è 59 € per Delitti Esoterici e 34 € per I Misteri di Villa Brandi. Acquistando qui li pagherete molto meno. E in più, per i libri acquistati nella giornata dell'8 marzo, l'autore devolverà 5 € per ogni copia venduta di Delitti Esoterici e 3 € per ogni copia de I Misteri di Villa Brandi all'Associazione AIDOS (www.aidos.it) che saranno destinate alla realizzazione di una biblioteca in India, per permettere allle ragazze indiane di leggere e studiare in un luogo sicuro.
Un nuovo "Tu per tu" con autori marchigiani. L'autrice anconetana Luisa Mazzocchi parla in questa video intervista del suo DORIC HOTEL, romanzo storico-sentimentale, edito dalla casa editrice Italic PeQuod di Ancona.
"DORIC HOTEL è una fiaba metropolitana, intimistica ed emozionante, sui valori ell'amicizia e della memoria storica."
Ancona, 1° novembre 1943: le bombe degli alleati distruggono la città e con essa le vite di tante vittime innocenti. Dopo tanti anni, nel cuore dell'anziana Dora è ancora vivo il dolore della terribile strage nel rifugio di Santa Palazia. Tra le antiche strade doriche, l'incontro tra Dora e una giovane donna di nome Lara Isabel darà inizio a un'amicizia unica e meravigliosa.
Continuando i nostri "Tu per tu" con autori marchigiani, proponiamo oggi la video intervista a Stefano Vignaroli, autore di gialli/noir aventi come protagonista Caterina Ruggeri, Commissario di Polizia, esperta cinofila, ma anche mamma e donna. Un personaggio che l'autore è riuscito in maniera magistrale a far amare ai suoi lettori.
Riportiamo qui sotto l'intervista fatta da Aurora Rosati allo stesso autore all'uscita del suo romanzo di esordio, "Delitti Esoterici" e pubblicata a suo tempo su Pressu.com, testata giornalistica on line.
Come mai la decisione di scrivere e pubblicare il tuo primo romanzo a un'età di
oltre 50 anni?
Beh, sono sempre stato un buon lettore, essendo nato e cresciuto in una casa
piena di libri, ma non mi era mai venuto in mente di scriverne uno. Un paio di
anni fa mi sono detto che, dal momento che comunque sono stato sempre bravo a
scrivere, mi sarei potuto buttare in quest'avventura. Ho iniziato un po' per
gioco a scrivere la storia della vita della Commissario Ruggeri, delineando così
il personaggio. Poi, una volta iniziato, la storia della prima indagine è andata
avanti da sé, il flusso del racconto veniva così naturale, che oggi, rileggendo
alcuni brani mi sembra che neanche possano essere stati scritti da me. Comunque,
l'età non è un problema, anzi direi che quando uno arriva a cinquant'anni e ha
fatto per più di venticinque anni lo stesso lavoro, sente proprio il bisogno di
dedicarsi a qualcosa di diverso. Io mi sono detto: "Se hai un sogno, realizzalo! Se lo
cavalchi, ti farà volare."
Il tuo romanzo d'esordio, DELITTI ESOTERICI, è permeato da un clima
di magia e di esoterismo, che entusiasma i lettori appassionati del genere. Da
cosa deriva questa tuo interesse?
Credo che la magia abbia appassionato ognuno di noi, fin da bambino. Io sono
un tipo molto razionale, come in fin dei conti la protagonista del romanzo, e
non credo molto ai fenomeni paranormali e soprannaturali. Ma a volte mi accorgo
che ci sono cose che non possono essere spiegate con la razionalità. Del resto,
se tutte le civiltà e le religioni, dalla preistoria ai giorni nostri, affermano
la presenza di qualcosa di soprannaturale, un fondo di verità ci dovrà pur
essere!
Ma la Commissario Ruggeri riuscirà alla fine a spiegare tutta la
vicenda in maniera estremamente razionale!
Sicuramente, ma il finale a sorpresa del libro farà sì che il lettore rimanga
con il dubbio amletico che qualcosa di magico e soprannaturale non possa essere
spiegato altrimenti.
Ci è voluto un bel lavoro di ricerca per avere i riferimenti storici
sul processo alle streghe di Triora, ma soprattutto sui riti, sulle invocazioni,
sulle magie, che vengono così brillantemente descritti in alcuni capitoli del
romanzo?
Il lavoro di ricerca c'è stato, ho dovuto far riferimento a
testi, quali "La chiave di Salomone", che ho dovuto leggere e consultare. Ma ho
lavorato anche molto di fantasia, come penso faccia qualsiasi autore,
modificando e adattando racconti e situazioni alla narrazione. E' venuto un buon
mix, in cui il Commissario Caterina Ruggeri e il suo vice, l'Ispettore
Giampieri, oppongono la razionalità e la tecnologia all'esoterismo e alla magia
propri degli adepti della setta con cui vengono in contatto durante la loro
indagine.
Quasi fosse scontato, si tende ad associare l'esoterismo al
satanismo, e quindi considerare la setta esoterica come una congrega di persone
dedite al male. Leggendo il tuo romanzo, si capisce che non è proprio così. Ci
vuoi spiegare qualcosa in più?
Esoterismo e satanismo non coincidono affatto. E' chiaro che, all'interno
di sette di questo tipo, cerchie chiuse e ristrette, in cui non è facile entrare
se non sei dell'ambiente, ci possono essere schegge impazzite, difficili da
fermare, che perseguono il male a tutti i costi, e si fanno forti dell'essere
adepti della setta stessa. E' proprio quello che accade nel romanzo, in cui il
cosiddetto "maligno" è un personaggio dal profilo psicologico complesso, al
limite dello sdoppiamennto della personalità, e sarà egregiamente combattuto
dalla nostra eroina.
Parliamo un po' della protagonista, Caterina Ruggeri. Personaggio
del tutto inventato o riferito a qualche conoscenza della tua vita
reale?
La Dottoressa Ruggeri è una donna bella e intelligente, dal carattere molto
indipendente, sviluppato durante l'infanzia e l'adolescenza vissuta in una
famiglia segnata da tragedie, quali un incidente domestico, dove troverà la morte
un suo fratellino, e il suicidio del padre in seguito ai sensi di colpa per
l'accaduto. Nel mio passato remoto ho conosciuto una persona che ha
vissuto queste esperienze, ma poi il lavoro di fantasia ha creato il personaggio
nella sua complessità. E' un bel personaggio, che comunque, al di là
dell'apparenza di donna tutta d'un pezzo, prova dei sentimenti come tutti noi:
l'amicizia, l'amore, le passioni. Tutte piccole cose che si ritrovano nella
lettura del romanzo.
Un romanzo, insomma, abbastanza complesso, entusiasmante da leggere.
Ci sarà un seguito?
Già sto scrivendo il secondo romanzo della serie, dal titolo
provvisorio "I misteri di Villa Brandi". Caterina, grazie al fatto di essere in
dolce attesa, farà ritorno alla sua città d'origine, Jesi, dove sarà coinvolta
suo malgrado in una complicata indagine. Ma non anticipiamo troppo!
Un saluto ai suoi lettori?
Spero che la lettura sia stata di vostro gradimento e conto di vedervi tutti
alle prossime presentazioni del libro.
La
lettura di questo romanzo è, oserei dire, un'esperienza unica. Quale accanita
lettrice, considero il libro di Stefano Vignaroli quanto di meglio esista oggi
sul mercato editoriale del noir. Lo
scrittore con il suo Delitti Esoterici
ha dimostrato ampiamente abilità nella scrittura ed uno spiccato talento nella
narrazione di un'importante ed intrigante inchiesta di Caterina Ruggeri,
giovane Commissario di Polizia la quale, grazie soprattutto alla sua
intelligenza e al suo innato intuito femminile, è in grado di
destreggiarsi tra delitto ed esoterismo,
non abbandonando mai doti di umana comprensione riguardo a fatti e personalità
coinvolte.
Lo
stile suggestivo e affascinante della narrazione si snoda in una perfetta successione
di eventi e colpi di scena per un così difficile e delicato argomento, quale
può essere l'esoterismo, inteso sia nel suo significato primario di “interno” e
quindi segreto, sia nella moderna
interpretazione di “magia”. Il tutto si fonde perfettamente con le pericolose
indagini di Caterina Ruggeri e per oltre trecento pagine trascina il lettore
fin dentro il più nascosto tra tutti i recinti del sapere esoterico, seguendo
un perfetto sincronismo. Ogni personaggio descritto nel romanzo viene descritto
ed interpretato dalla straordinaria fantasia dell'autore come un essere comune
e allo stesso tempo fuori dal tempo, con riferimenti precisi dettati dal
personale studio dell'autore stesso.
Non
mancano elementi meno nobili quale la brama di potere e di superiorità ma che
infine esplodono in forza, bellezza, illuminazione spirituale e aspirazione
verso il bene dell'umanità. Un romanzo completo dunque, che racchiude nelle sue
pagine molte verità riferite alla più comune delle realtà, la ricerca di noi
stessi e di quella parte dell'inconscio che normalmente non si ascolta ma vive
nascosta in ogni individuo.
Porgo
i miei complimenti più sinceri a Stefano Vignaroli per questo suo romanzo che
ritengo essere un piccolo capolavoro di psicologia esoterica oltre che la prima
e significativa inchiesta della sua “amata” protagonista Caterina Ruggeri.
Susanna
Polimanti
Vi parlo di "DELITTI
ESOTERICI" di Stefano Vignaroli
Le streghe di cui ci
racconta l'autore, attraverso l'indagine del commissario Caterina
Ruggeri, non sono perfide e malefiche dispensatrici di sortilegi
ispirati dal demonio.
Quelle sono un retaggio
culturale dei tempi della "Santa inquisizione".
La superstizione, figlia
dell'ignoranza in cui si manteneva la gente, faceva credere che la
pratica della cura con erbe officinali, e spesso la loro efficacia,
fosse una manovra subdola del maligno contro la Chiesa.
Le streghe di Stefano
hanno una storia alle spalle, che le porta loro malgrado a subire
quello che alle loro ave fu in qualche modo risparmiato.
Ma senza addentrarmi
nella trama che lascio al lettore, desidero parlare di loro come
parlerei di qualunque donna dei nostri tempi, amante del sapere e con
una sensibilità spiccata volta ai sentimenti dell'amicizia e
dell'amore.
Se ci guardassimo dentro
e ci ascoltassimo di più, scopriremmo che la nostra mente ha poteri
a volte
così indefinibili e
misteriosi da farci sentire e vedere cose che la ragione comune
negherebbe.
L'autore, scrivendo il
romanzo ispirato alla leggenda dei luoghi che descrive, racconta
invece la realtà di ieri collegata a quella di oggi.
Come allora nei
famigerati "sabba", in cui le streghe facevano uso di droghe
al fine di realizzare i loro esoterici riti, anche oggi il bisogno di
raggiungere stati d'inconscio e delirio, sniffando o impasticcandosi,
se non è consueto è almeno frequente.
Ma nessun inquisitore
prepara la pira per farne un rogo.
Quale donna è immune dal
desiderio di rimanere giovane nonostante gli anni?
Una strega, tra i
personaggi della storia, ci riesce perché è "strega" o
perché brilla di luce interiore?...
Delitti Esoterici è un
romanzo in cui l'autore unisce leggenda e mistero, riuscendo a tenere
la sua protagonista principale, l'indomito commissario Caterina
Ruggeri, al centro della storia, ma lasciandola in un certo senso
fuori dal contesto come una spettatrice partecipante ai destini delle
vittime del male, dalle cui avventure nefaste trarrà motivo di
profonda introspezione.
Un arrivederci in "I
misteri di Villa Brandi" nella tua ulteriore indagine, Caterina,
e aggiungo un grazie Stefano Vignaroli e alle tue simpatiche
"streghe".